desensiblizzazione

EMDR come risorsa in psicoterapia

 

“Molti psicoterapeuti vorrebbero poter disporre di una tecnica rapida, collaudata, non dannosa, efficace nel desensibilizzare i ricordi e le emozioni fortemente disturbanti e nell’agevolare la rielaborazione di schemi cognitivi controproducenti, irrazionali e radicati.

EMDR è un acronimo per Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso movimenti oculari). E’ un metodo clinico innovativo che ha aiutato con successo ormai più di un milione di individui reduci da eventi traumatici (abuso sessuale, violenza in famiglia, guerra, crimini), ma anche soggetti con altri disturbi psicologici (disturbi d’ansia, attacchi di panico, fobie, depressione, disturbi di personalità e aspetti legati all’autostima). Si tratta di un metodo che si integra assai bene con una più generale presa in carico del paziente.”

F. Shapiro, EMDR – Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, McGraw – Hill, 2000. 

Si tratta di una innovativa metodologia terapeutica per il trattamento dei problemi emotivi causati da esperienze disturbanti quali traumi, abusi, lutti, abbandoni, violenze accaduti anche nel passato.

Ottimi risultati si possono ottenere anche per alleviare l’ansia e per rinforzare l’autostima e la sicurezza in se stessi nella propria quotidianità o professione.

Scientificamente sperimentata, permette attraverso la resilienza al cervello di auto-riparare i danni provocati da traumi emotivi e/o fisici che, spesso, sono alla base di disturbi della personalità al tempo presente.

Il protocollo di lavoro si svolge secondo una struttura sperimentata che prevede:

  1. Creazione del posto sicuro: un luogo cui la persona si riferisce per attivare dentro di sé benessere, sicurezza, serenità.
  2. Presentare l’evento o l’immagine del ricordo disturbante.
  3. Cognizione negativa: quali parole accompagnano l’immagine ed esprimono una convinzione sulla persona in questo preciso istante?
  4. Cognizione positiva: quando la persona pensa all’immagine o all’evento, che cosa vorrebbe pensare di sé stessa in questo preciso istante? E quanto vale ora questa convinzione?
  5. Emozioni: quando pensa all’evento e alle parole (cognizione negativa), quali emozioni sente in questo momento? Su una scala da zero a dieci, dove zero significa nessun disturbo o neutrale e dieci è il più alto disturbo immaginabile, qual è il livello di disturbo in questo momento?
  6. Localizzazione della sensazione corporea: dove sente il disturbo ora nel suo corpo?
  7. Desensibilizzazione: attraverso movimenti oculari o in altra maniera fino ad abbassare la sofferenza ad un livello zero.
  8. Installazione della cognizione positiva: si lega la cognizione positiva desiderata con l’immagine, il ricordo, o l’incidente originale. Si continua la somministrazione della stimolazione bilaterale fino a raggiungere una buona sicurezza pari ad un valore sei o sette.
  9. Scansione corporea: se c’è ancora qualche sensazione si prosegue la stimolazione fino a che il disturbo non scompare.